domenica, 17 dicembre 2006

Spesso in una mania di esterofilia diffusa ci si dimentica degli artisti italiani. Uno dei piu’ sottovalutati e’ sicuramente Eugenio Finardi. Ad una cultura raffinata associa una vocalità non indifferente che gli consente di spaziare dal rock, al jazz, al blues senza alcun sforzo apparente.
Nel 1993 per i vent’anni di carriera e per i suoi quarant’anni appena compiuti, decide di regalare/si una reincisione in versione acustica (con due virtuosi come Saverio Porciello alla chitarra e Vittorio Cosma al piano) di alcune sue canzoni e di alcune cover amate. Nasce così “Acustica”.
Come dice lui stesso nelle note di copertina vuole riproporre “l’essenzialità delle canzoni così come sono, i segreti della loro composizione, l’amore per l’ispirazione originaria” e ancora “tornare ad essere anche un interprete, di confrontarmi e di sentirmi libero di esprimere a pieno la mia vocalità nelle canzoni che amo”. L’album e’ un perfetto mix tra il piano, la chitarra acustica e la voce.
L'essenzialita' dell'arrangiamento rende le canzoni dei piccoli gioielli.

"Le donne di Atene", traduzione raffinata di una canzone di Chico Buarque di Alberto Camerini (eh sì proprio lui, quello di Tanz Bambolina) che vuole essere una condanna del "machismo" e un omaggio alle donne che lo sopportano con forza e pazienza da sempre. Un brano come "Voglio" manifesto delle irrealizzabili fantasie della gioventu', "La canzone dell'acqua" dove la strofa

Dovrei esser come l’acqua che si lascia andare
Che scivola su tutto che si fa assorbire
Che supera ogni ostacolo finchè non raggiunge il mare
E lì si ferma a meditare
Per scegliere se essere ghiaccio o vapore
Se fermarsi o se ricominciare

mette i brividi dalla bellezza.
“Mio cucciolo d’uomo” la canzone che un giorno mi piacerebbe cantare a mio figlio, se un giorno ne avessi mai uno o "Come in uno specchio" che ascoltandola difficilmente non ci si sente coinvolti emotivamente perche' tutti primi o poi ne hanno condiviso le parole.
Proprio di “Come in uno specchio” ho trovato una registrazione video su Youtube.

 
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lunedì, 11 dicembre 2006

Il giorno precedente è stato buio e piovoso. Ci alziamo, guardiamo fuori. Beh e’ già qualcosa, almeno non piove. Lei vuole andare a fare un giro per bancarelle a Milano, c’è la fiera degli O bej O bej. Io me ne starei al caldo in casa a guardare un bel film.
Ma appunto non piove, si esce.
Lasciamo la macchina a Sesto e prendiamo la metropolitana.
L’aria fuori e’ fredda e umida, ma appena si scende sottoterra diventa calda e soffocante.
La fermata è San Babila: l’equivalente milanese del quartiere Parioli a Roma (sanbabilìno lo si trova pure sul De Mauro: “giovane neofascista milanese, spec. di famiglia borghese, spesso protagonista di violenze teppistiche”). Ci incamminiamo lungo Corso Vittorio Emanuele II e il mio orecchio destro capta qualcosa in mezzo a tutti quei rumori indistinti e a quel frusciare di gente.
Mi volto e scorgo sul lato destro del Corso un uomo di colore. Imbraccia una Fender logora, seduto su una seggiolina, suona e canta ad occhi chiusi, ciondolando la testa

Purple haze all around
Dont know if Im comin up or down
Am I happy or in misery?
What ever it is, that girl put a spell on me
Help me
Help me
Oh, no, no


Subito inizia un assolo di chitarra e mi sembra di vedere il mitico Jimi.
Mentre suona sorride, sempre con gli occhi chiusi. Si può quasi toccare con mano la gioia e la passione che trasmette in questo momento. Non gli interessa che la gente gli metta una moneta nel sacchetto lì aperto. Non chiede nulla. In quei fottuti cinque minuti esiste solo lui, la sua chitarra e le note che escono dalla sua minuscola cassa amplificata.
Mi sarebbe piaciuto immortalare quell’attimo come essenza di ciò che intendo per musica. Poi può essere rock, jazz, italiana d’autore non è importante. La cosa veramente importante è riuscire a chiudere un circuito invisibile tra chi suona e chi ascolta nel quale scorra sentimento, passione, gioia, tristezza.
Mentre sono preso da questa estasi mistica sento che la mano sinistra viene strattonata… “Dobbiamo passare qui tutto il pomeriggio?”. Sono tentato di rispondere “Sììììì”. Invece trovo un euro nella tasca, lo metto nel sacchetto, il nero accenna ad un inchino con la testa, sorride lui, sorrido io. Mi volto e rispondo “No, No, andiamo al Castello Sforzesco a vedere le bancarelle.” Simulando, con un sorriso, un interesse falso come Giuda.


 
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mercoledì, 06 dicembre 2006

... è appena arrivato il preventivo di riparazione del notebook.

Problemi riscontrati:
Mainboard guasta si accende ma non esegue il boot

1 Motherboard       220 Eu
Manodopera           75 Eu
IVA                           59 Eu
TOTALE                   354 Eu

La cosa interessante di questo preventivo è che viene espressamente scritto che non si prevede la restituzione delle parti sostituite in quanto si effettuano solo riparazioni in permuta.
In pratica si potrebbe essere bruciato un fusibile e questi mi sostituiscono l'intera scheda madre. Vabbè fidiamoci dell'onestà delle persone e ringraziamo l'estensione di garanzia che feci a suo tempo che dovrebbe farmela cavare con una novantina di Euro.

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lunedì, 04 dicembre 2006

Molte volte si pensa che viaggiare in aereo sia una cosa da ricchi mentre viaggiare in treno una cosa da proletari. Niente di più sbagliato. Ormai con le compagnie low-cost si risparmia muovendosi in aereo.

Supponiamo di dover andare dalla verde Brianza a Roma.

Un biglietto A/R in treno da Milano Centrale a Roma Termini costa circa 93 Euro. Senza far troppa fatica si può acquistare un biglietto A/R in aereo Orio al Serio – Roma Ciampino a 52 Euro (comprensivi di circa 40 Euro di Tasse aeroportuali) con Ryanair. Orio al Serio (Bergamo) dista circa 30 km in più della stazione centrale di Milano. Quindi i 60 km di differenza con la mia macchina che percorre circa 17 km con un litro di benzina equivalgono a circa 4.50 euro. Il pedaggio autostradale è di circa 5.50 Euro tra andare e tornare.

Da Ciampino per arrivare a Termini occorre un biglietto extraurbano (1 Euro) fino alla stazione della metropolitana di Anagnina e uno urbano (1 Euro) per complessivi 4 Euro.

In totale la soluzione aereo batte la soluzione treno 66 Euro a 93 Euro.

Vediamo i tempi.

TRENO:

Casa – Milano Centrale     45min

Margine anticipo partenza    15min

Viaggio treno                     4h 30min
__________________________

TOTALE                            5h 30min

 

AEREO:

Casa – Orio al Serio        1h 00min

Margine anticipo partenza 1h 15min

Viaggio aereo                       1h 05min

Bus + Metro + attesa (Ciampino-Termini) 1h 15min
___________________________

TOTALE                                 4h 35min


Quindi viaggiando in aereo si risparmiano oltre a 27 Euro anche 2 ore circa.

La cosa strana è che mentre Ryanair guadagna ogni anno centinaia di milioni di Euro le Ferrovie dello Stato ne perdono centinaia.

Qualcuno può obbiettare che è un confronto che ha poco senso. E’ vero.

Le FFSS, dovendo garantire un servizio anche nelle località più abbandonate e poco remunerative, non devono necessariamente guadagnare ma essere in grado di fornire un servizio efficiente ad un costo accettabile.

Le ferrovie spagnole (RENFE) per un viaggio Madrid-Barcellona, viaggio di circa 620 km contro i 580 km del Milano-Roma, vogliono circa 63 Euro quindi circa 10c/km contro gli 8c/km delle ferrovie italiane, il 25% in più. Adesso le FFSS vogliono aumentare le tariffe del 15% circa per portarle a livello delle altre ferrovie europee.

Mi piacerebbe che qualche dirigente delle FFSS dichiarasse che porteranno anche il servizio a livello delle ferrovie spagnole dove nel caso il treno subisca un ritardo maggiore di 5 minuti (non mi sono sbagliato, proprio 5 minuti) rimborsano il 100% del biglietto.

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Postato da randlemcmurphy alle ore 20:04         Link ¦ commenti (9)
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